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Presentato a Venezia l’evento del Congresso Nazionale Slow Food che si celebrerà nei giorni 14, 15 e 16 maggio 2010 ad Abano Terme (Pd).

Riportiamo qui di seguito le dichiarazioni dal sito tgpadova e i valori Slow Food dal documento congressuale.

Non solo la difesa del piacere del cibo, ma anche delle tradizioni culinarie e dei prodotti tipici di qualità: è quanto si propone l’associazione Slow Food, che dal 14 al 16 maggio terrà il suo 7/mo congresso nazionale ad Abano Terme. “Un congresso importante anche per il numero di partecipanti”, ha detto il presidente dell’associazione, Roberto Burdese, presentando l’iniziativa a Venezia: 625 delegati da tutta Italia, 16 coordinamenti regionali, oltre a 150 ospiti tra esponenti della politica, della cultura e della società civile. I lavori saranno introdotti da Roberto Burdese, cui seguirà l’intervento del presidente del Veneto, Luca Zaia. E’ prevista inoltre la presenza del ministro dell’agricoltura, Giancarlo Galan, del presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del presidente di Coldiretti, Sergio Marini. Ricordando che tra le azioni svolte da Slow Food c’é la realizzazione a scopo didattico di 244 orti in altrettante scuole materne ed elementari, Burdese ha annunciato che nel corso dei lavori verranno stabilite le linee guida dell’associazione per i prossimi quattro anni, in particolare sui temi delle biodiversità, sui diritti alla sovranità alimentare di tutti i popoli, la lotta agli sprechi, la difesa e tutela di paesaggio, identità e tradizioni. Il congresso, ha rilevato l’assessore regionale all’agricoltura, Franco Manzato, sarà anche occasione per promuovere il territorio veneto e la sua produzione agroalimentare di qualità. “I piatti nascono dalla tradizione – ha rilevato l’assessore regionale al turismo, Marino Finozzi – e il territorio del Veneto ha la necessità di creare una rete per far conoscere le proprie pietanze”.

Prima di condividere le visioni e i progetti alla base del nostro lavoro nei prossimi quattro anni, è bene riaffermare quali sono i valori su cui si fonda il nostro impegno, che sono il cemento della nostra amicizia e danno un senso alla nostra militanza, prima ancora di pensare agli obiettivi che ciascuno di noi si pone dedicando le proprie energie fisiche e intellettuali a Slow Food.

Oggi più che mai tocca ai gastronomi salvare il mondo. Da sempre ci muoviamo animati dalla ricerca del piacere, la nostra stessa sopravvivenza (affidata al cibo e al sesso) è strettamente legata al piacere. I gastronomi consapevoli sono coloro che hanno un motivo più forte e più immediato per salvare il pianeta: conservare per sé stessi e per le generazioni future il piacere del cibo. Lo sanno bene i piccoli produttori che stanno soffrendo meno di altri per la crisi proprio perché, in anni non sospetti, hanno puntato tutto sulla qualità e oggi hanno proprio nei golosi, nelle persone disposte a pagare il giusto per il piacere del cibo e della salute, il loro riferimento. «Il futuro è dei buongustai, coloro ai quali importa del cibo e vogliono che le sue meraviglie siano assicurate anche alle generazioni future. Non sono i ricchi; sono gli attenti, i consapevoli. Chi apprezza il cibo tutela il pianeta (Colin Tudge, Feeding people is easy – l’edizione italiana è in pubblicazione da Slow Food Editore)».

Il piacere, dunque, è il primo dei nostri valori (nonché una vera e propria parola d’ordine): il piacere materiale che tuteliamo e promuoviamo, ma anche il piacere di stare assieme e di condividere grandi e piccole esperienze. Il piacere porta alla convivialità, altro valore cui non potremo mai rinunciare: piacere e convivialità, praticati prima ancora che predicati, sono i due tratti distintivi (e rivoluzionari) che hanno reso così originale il nostro messaggio e la nostra battaglia in favore di un cibo buono, pulito e giusto.

La diversità, straordinaria forza creativa, è un altro valore non negoziabile: essa non è solo biodiversità, ma è il principio che ci fa amare le differenze, il particolare, le specificità, che nel mondo Slow Food non solo hanno diritto di cittadinanza ma diventano patrimonio fondamentale, indispensabile, attorno al quale una comunità nasce, nel quale si identifica e si rafforza. Complicità e fraternità sono valori che viaggiano di pari passo, quasi in simbiosi tra loro: il sentimento di fraternità, inteso come affetto disinteressato, rende più solidi i nostri legami e permette di vivere serenamente la complicità indispensabile per permetterci di fare le cose – difficili e straordinarie – che abbiamo in animo di realizzare.

La dimensione etica, necessaria in qualsiasi attività umana, assume per noi un forte carattere sociale: non è tanto all’etica individuale che dobbiamo pensare (per quanto evidentemente anche questa sia importante, poiché la somma dei comportamenti dei singoli influisce sull’insieme rappresentato da una comunità), quanto piuttosto all’etica complessiva di Slow Food e del suo operato. In tal senso è fondamentale che sui nostri princìpi non vi siano mai compromessi: niente e nessuno può costringerci a negoziare i nostri valori, o a farci rinunciare alle idee e alle visioni che condividiamo in Slow Food. Questa cer tezza e la forza con cui ci impegniamo a non abbandonare mai il nostro cammino sono indispensabili per fare con serenità le nostre scelte, specie quando queste ci costringono a percorsi più difficili e più rischiosi.

Il dubbio (e la curiosità che è la sua figlia più nobile) sono necessari, specie per chi ha tante e solide convinzioni come sentiamo di avere noi in molti momenti e su diversi temi. Coltivare il dubbio, accompagnandolo alla curiosità, è fondamentale per non smettere mai di porsi domande e cercare risposte: il coraggio di fare domande difficili, anche a noi stessi, la capacità di celebrare le proprie vir tù ma al contempo mettersi sempre in discussione, è una impareggiabile forza per andare sempre avanti e per fare sempre meglio.

La ricerca, assieme al piacere, della bellezza (intesa come unione di estetica ed etica) e – infine – della felicità, dovrebbe essere la somma massima dei nostri valori e del senso di viverli assieme, come un prezioso bene comune da scoprire, custodire, condividere, rendere vivo, arricchire e trasmettere agli altri.

fonti:

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