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Progetto by Lega Navale Italiana Venezia

15 settembre 2018, data importante per gli annali marittimi di Venezia. Innovazione e Partecipazione, elemento unificatore l’Acqua. Tra laguna e mare la Socialità naviga in rima con la Sussidiarietà

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A Malamocco, l’antica Metamauco, è stato inaugurato il nuovo pontile accessibile a 360°. Progettazione curata dall’architetto Stefano Maurizio. Quindi, da sabato scorso è realtà. Infatti, è proprio il caso di dirlo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il pontile che sta sul mare.

Struttura open, disponibile per tutti gli associati con disabilità. Potranno praticare anche la Scuola di Vela. Via gli ostacoli e mai più barriere. Vivere le emozioni in compagnia, con sicurezza, è più facile tra la laguna, la terra e il mare.

Opera omologata e benedetta da terra. Poi subito provata in canale. A battezzare il pontile stava al timone il caparbio promotore Giovanni Galifi. Barca a vela Hansa 303. Seguiva a distanza la fisioterapista e coordinatrice Simonetta Rossi. Poco prima aveva relazionato da esperta e presentato il Team di supporto al pubblico presente.

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Sul gommone della Base Navale gli addetti alla sicurezza sorvegliavano le operazioni. Tutto OK. Gioia e ammirazione con tanti, meritati, applausi dalla moltitudine dei presenti.

Presieduta da Paolo Leone Rossi, la Sezione LNI Venezia conta sul sicuro supporto di centinaia e centinaia di soci, attivi e uniti alla marea di familiari, amici e simpatizzanti.

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Venezia, oltre a tradizioni e memorie della Repubblica Marinara, vanta un titolo nazionale che fa davvero onore al Paese. È stata la “Prima tra le prime”, nel senso di Sezione fondatrice della Lega Navale Italiana. All’inaugurazione è  intervenuto il Presidente Nazionale Maurizio Gemignani.

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Nel programma dell’evento, proprio per gli alti valori di Promozione Sociale e i meriti storici, sono intervente le massime Autorità marittime. Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Porto di Venezia e Chioggia, seguito da Piero Pellizzari, Direttore Marittimo del Veneto e Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia.

Quelle cittadine rappresentate dal Prosindaco del Lido Paolo Romor e dall’Assessore Simone Venturini. Apprezzata la testimonianza di collaborazione portata da Francesco Pietrobon, Presidente della Fondazione Ospedale San Camillo.

Cerimoniere il Vice Presidente Massimo Comelato e la manifestazione ha visto il ruolo attivo dell’intero Consiglio Direttivo, Segreteria e collaboratori.

Il Progetto si caratterizza per essere davvero all’avanguardia in Europa. Non esprime soltanto ottime qualità tecnologiche della struttura, cura dei dettagli, sicurezze logistiche ed ergonomiche, attenzione all’ambiente con studio di pendenze e maree.

È stata messa in rilievo la cooperazione multidisciplinare tra soggetti diversi, la preparazione professionale degli operatori, nonché la fitta rete sociale di persone a supporto della progettualità. Sono stati distribuiti cappellini ricordo, polo e braccialetti in tipico stile marinaro.

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Hanno operato insieme tantissime persone tra associati ed esperti, tecnici e imprese, volontari e personale qualificato. Oltre alle istituzioni già partner e i supporter, sono fioccate le adesioni degli sponsor. L’orizzonte dello Sport sembra possa far traguardare lo sviluppo del Progetto verso nuove rotte di Socialità.

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Anche così Venezia eccelle in Italia e l’Europa, grazie allo spirito di libertà che l’ha sempre contraddistinta. Mossa dal buon vento solidale è stata come simbolicamente aggiunta una nuova bandiera. Già, perché quella “Blu eco-label” sventola al Lido da ben 10 anni e senza interruzioni.

A sentire le opinioni di soci e famiglie presenti c’è soddisfazione per la Scuola di Vela che cresce di anno in anno. Il nuovo pontile potrà sviluppare ancor di più l’interesse dei piccoli? Potrà far crescere il coraggio di provare a conquistare qualche trofeo, bandiera o medaglia alle prossime gare?

Intanto, restando sul pezzo circa la “VelaXTutti”, lo scorso weekend a Genova è stato registrato un record di iscrizioni. Si è tenuto il Campionato Italiano Hansa 303, organizzato dalla Lega Navale Italiana – Sezione Genova Sestri su delega della Federazione Italiana Vela in collaborazione con la Classe Italia Hansa 303.

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Se son rose fioriranno. Ma, a Malamocco, si percepiva ottimismo diffuso e il Lido di Venezia sembra come pronto a rifiorire. Tra la laguna, il mare e le due bocche portuali si notano numerose qualità. Ormai, nella famosa “Isola d’Oro” sembrano esserci le carte in regola per rigenerare quel prezioso sviluppo orientato dalla Sostenibilità.

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Tutti i materiali contenuti in questo articolo e nel sito sono liberamente riutilizzabili da chiunque dichiari di operare con Licenza Creative Commons (CC)4.0 Internazionale a condizione che, qualora ci fosse utilizzo nel web, siano citate fonti e/o link, oppure date evidenze bibliografiche nei testi cartacei.

☆ Curiosità termalismo a Venezia ☆

“Le Sirene”, gondole da bagno per signore nella Venezia dell’800

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TERRITORI STUPENDI LUNGO IL “VECCHIO SILE” E LA VIA ANNIA

Treviso > Laguna di Venezia

percorso in e-bike che innamora

Un fiume di risorgive, tutte del Veneto, sbuca nell’Oasi di Cervara e arriva fino alla Via Annia. Fu l’Antica Roma a costruire la dorsale strategica tra Adria e Aquileia. L’espansione imperiale avanzava nel Nordest dell’Italia per espandersi nella Mitteleuropa, cioè nell’Europa del Danubio.

Proprio a Portegrandi, quindi  Altino, in e-bike vedremo cose e ambienti da restare come immagati dal tanto stupore. Serenissime memorie e quelle romane sono ancora ben conservate nel locale Museo Nazionale.

Le acque risorgive sono un patrimonio ambientale e storico molto importante. Sono da fruire in modo green e da tutelare. In Italia sono pochissime. Le troviamo perlopiù sulla Pianura Padano-Veneta e la Pedemontana Etnea. Il Sile è fiume risorgivo del Veneto.   

Ma cosa sono le risorgive? Le acque piovane e fluviali, trovando terreno molto permeabile, penetrano nel sottosuolo, creano una falda freatica e poi tornano in superficie seguendo naturalmente lo stesso principio di permeabilità.

Il Sile sfocia in Adriatico vicino a Venezia, nel porto di Piave Vecchia facendo da confine tra i comuni di Jesolo e Cavallino-Treporti (ex Comune di Venezia). Fino a circa tre secoli fa sfociava a Portegrandi di Quarto d’Altino. Qui c’è Altino, antichissimo insediamento paleoveneto.

Il Museo Archeologico Nazionale di Altino è gestito dal POLO MUSEALE DEL VENETO come struttura culturale dal MiBACT. Il sito è aperto dal lunedì alla domenica con orari 8.30-19.30 e biglietteria dalle 8.30 alle 19.00. Non è prevista alcuna prenotazione. Si trova nel Comune di Quarto d’Altino in Via S. Eliodoro, 56 – 30020 VE/Veneto. Informazioni ufficiali qui oppure telefonare al numero +39 0422 789443

Dopo la conquista dei Romani tutta l’area divenne territorio strategico. Scalo commerciale posizionato lungo il protostorico tracciato della famosissima Via Annia che un giorno andremo a conoscere meglio lungo tutto il suo tracciato restando nel Nordest Italiano.

Dopo Altino si ritorna a Treviso oppure andremo a Venezia

 

Dove nasce il Sile?

Nasce da risorgive in territorio trevigiano a Casacorba di Vedelago e padovano a Torreselle di Piombino Dese dove sta il fontanasso dea Coa Longa (coda lunga), considerato sorgente principale. Nel 1683 la  Repubblica Serenissima deviò il corso del Sile con il canale Taglio del Sile. In questo modo, i serenissimi ingegneri idraulici risolsero alcuni gravi problemi di gestione della Laguna di Venezia. Interramenti di ghebi e canali erano causati dal trasporto di sostanze fangose, sabbiose, vegetali e organiche. Trasferirono le acque sul vecchio letto del Piave, a sua volta deviato più a Est, perciò l’ultimo tratto del Sile viene chiamato Piave Vecchia.

Sono famosi i burci del Sile che trasportavano le mercanzie da Treviso a Venezia pagando prima il dazio. Lungo il Sile c’è da vedere l’affascinante scenario del cimitero dei burci.

Il Silone, tra Burano e i racconti di Hemingway

A Portegrandi il vecchio corso è ancora attivo, si può fare in barca e in canoa. Con la diramazione del Silone, dà accesso diretto in Laguna di Venezia. Il traffico nautico è regolato da chiuse. Su una di esse c’è ancora ben conservata la stele in marmo con scolpito quanto si doveva pagare alla Repubblica Serenissima per entrare in Laguna con i burci.

Il Silone si dirama in Laguna prolungato dal canale dei Borgognoni, ossia il canale che porta a Burano, l’isola capitale del Merletto. Di questo particolare itinerario ne parleremo in un secondo momento, cioè quando ci inoltreremo a scoprire natura e bellezze, storie e leggende lungo il canale dei Borgognomi attorno a Burano e Torcello. Avremo come cornice i racconti lagunari dello scrittore Ernest Hemingway.

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N.B. Tutti i materiali contenuti in questo articolo e nel sito “Terme di Venezia” sono liberamente riutilizzabili da chiunque dichiari di operare con Licenza Creative Commons (CC)4.0 Internazionale a condizione che, qualora ci fosse utilizzo nel web, siano citate le fonti e/o link, oppure date evidenze bibliografiche nei testi cartacei.

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Citazione delle fonti video da YouTube:

  • “Sile, oasi d’acque e di sapori” – BY Visitsile Sile del 13.7.2015;
  • “La Via Annia Oggi – introduzione all’antico tracciato romano” – BY CulturaVeneto del 7.8.2013;
  • “Le strade della Via Annia – La tecnica di realizzazione del Basolato” – BY CulturaVeneto del 7.8.2013;
  • ” Il cimitero dei burci del Sile” – BY PhotoVision del 15.12.2014;
  • “Ernest Hemingway, viaggio nel Veneto” – BY Veneto The Land of Venice del 13.12.2010.

 

 

 

La gondola di Monselice si trova sul Canale Bisatto davanti alla Pizzeria “Al Campiello”.

Da quel canale, emissario del fiume Bacchiglione e del lago di Fimon, nel periodo della Serenissima partivano carichi di selciato per pavimentare le piazze di Venezia tra cui Piazza San Marco. Infatti, il nome Monselice deriva dal monte di seise dal quale estraevano la pietra “seise”.

C’è moltissimo da vedere di bello in questa Città Murata. Monselice affonda gloriose radici storiche nell’età del bronzo. Mons Silicis fu conquistata nel Vll secolo dai Longobardi. Poi, con Ezzelino III da Romano entra nel Sacro Romano Impero di Federico II.  Il Castello, fortezza risalente all’alto Medioevo, fu ristrutturato proprio da Ezzelino III da Romano.

Nel XIV è stata oggetto di contesa tra i Cangrande Della Scala e i Carraresi. Nel 1405 Monselice diventa Serenissima entrando nella Repubblica di Venezia.

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Grazie a Cosetta Manca per le info sulla sulla gondola e canale Bisatto.

Tempo fa sono stato a Saturnia, un posto magico della Toscana. Puoi entrare senza pagare alcun ticket. Ci sono numerose piscine naturali dove si radunano in ammollo per ore e ore intere famiglie, compagnie di persone soprattutto toscani e turisti green.

Queste terme popolari si trovano in località Molino, toponimo derivante dall’antico mulino al centro delle cascate. Ci sono diverse leggende su questo magico luogo della Maremma.

A Saturnia, nel Grossetano, ci sono comunque molte strutture turistiche di notevole pregio. L’acqua termale sulfurea sgorga dalla sorgente alla temperatura di circa 37°.

E’ una terra che ben rappresenta un esempio da vivere delle eccellenze territoriali italiane. Da secoli e secoli l’acqua vaporosa regna sovrana, tutto l’anno, per la felicità di grandi e piccini.

Terme di Saturnia - foto di Vittorio Baroni - Terme di Venezia.JPG

Google Maps 3D

Tra le memorie delle Terme a Venezia, negli studi storici di Nelli-Elena Vanzan Marchini emergono alcune interessanti curiosità come la gondola da bagno.

terme a venezia in gondola - the land of venice primavera 2018 - nordest italy acqua - immagine by nella vanzan marchini

“Nel corso del Settecento, con la scoperta del termalismo marino e con la moda della villeggiatura sulle coste, lanciata dai regnanti di Inghilterra nelle gelide acque dell’Oceano, si affermarono anche le proprietà sananti dei bagni di laguna.

Dopo la caduta della Serenissima, al mito dell’intangibilità Repubblicana si sostituì l’immagine sensuale di una Venezia termale. Della città i nordici dominatori apprezzavano il clima, il tepore e la quiete dei canali lagunari. Persino alla sua nebbia si riconobbe una penetrante proprietà terapeutica.

Venezia si popolò di stabilimenti balneari galleggianti e di hotel sul Canal Grande attrezzati per offrire ogni sorta di bagni, dolci o salati, caldi o freddi, di mare o di laguna. Si applicavano anche i fanghi di Venezia o di Abano, questi ultimi più costosi perché trasportati con la ferrovia costruita nel 1846.

Si progettarono delle gondole da bagno sostituendo il fondo con una griglia e dotandole di un felze modificato per consentire al bagnante di spogliarsi e restare immerso nell’acqua, godendo in assoluta privacy dell’idromassaggio prodotto dai gondolieri che remavano contro corrente.

Vere e proprie piscine erano “le Sirene”, imbarcazioni da trasporto adattate perché le signore si bagnassero comodamente al riparo da occhi indiscreti. In una di queste si svolse il primo furtivo amplesso fra Livia e Remigio, protagonisti di “Senso” di Camillo Boito che ispirò il film di Visconti.”.

 

fonte storica:

Ci sono luoghi davvero speciali, caratterizzati dall’essere comunità fondate sull’acqua, come la Venezia in versione agricola nel nord del Myanmar, ex Birmania.

Le barche sono lunghe e strette quasi ad assomigliare allo scafo delle gondole. Anche la vogata dei “contadini acquatici” ricorda, seppure fatta diversamente con una gamba, il ritmo e l’impulso intermittente dato dai gondolieri alle gondole.

Paesaggio da favola con palafitte e orti galleggianti in grado di produrre il necessario per l’umile popolazione. Pomodori coltivati sull’acqua con una tecnica di imbonimento temporaneo di alcune parti del Lago Inle.

 

Tra i punti di forza delle Terme Euganee c’è la storia antica della cultura termale e, a testimonianza di questo valore, numerosi sono i ritrovamenti archeologici a Montegrotto Terme.

La statua dell’imperatore Adriano è conservata al Museo Archeologico di Venezia e agli scavi romani che si possono ammirare lungo il Viale della Stazione. Gli scavi effettuati verso la fine del ‘700 e nel ‘900 hanno riportato alla luce i resti di un complesso termale costituito da tre vasche per immersione con un articolato sistema di canalizzazione. Vicino, i resti di un teatro del I sec. e un ninfeo.

Come valorizzare la storia delle Terme Euganee?

Ecco l’interessante spunto di Girolamo Zampieri, ex direttore-conservatore del Museo Archeologico di Padova fino al dicembre 2009. Il passaggio è tratto dall’intervista realizzata a fine 2006 da Luisa Calimani e pubblicata sul sito dell’Associazione Villa Draghi.

“L’idea “Museo delle Terme” nella prestigiosa sede di Villa Draghi (o altra sede idonea), nel Comune di Montegrotto, va perseguita con quella cura e attenzione che un Museo del genere esige. Le Terme: ecco la specificità del Museo; Terme, che non hanno conosciuto soluzione di continuità almeno dall’VIII secolo a.C. ad oggi, da quando cioè i Veneti antichi, nell’area dove poi sorse San Pietro Montagnon (l’attuale Montegrotto Terme), innalzarono il santuario più antico e venerato del territorio padovano, meta continua di infermi e di devoti che nell’offerta votiva cercavano di entrare in contatto con il sacro e dove la divinità manifestava il suo potere attraverso l’azione benefica delle acque solforose. Anche per Abano, la cui distinzione geografica era allora inesistente, le Terme erano fonte di benessere, luoghi d’incontri e di potere politico che nel controllo di quel bene prezioso aveva fatto la fortuna del successivo centro romano.”.

L’area archeologica di Montegrotto, dal 2001 è oggetto di studio della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Padova che opera in una vasta area archeologica, situata tra via Neroniana e la linea ferroviaria Padova-Bologna, già oggetto di indagini da parte della Soprintendenza Archeologica tra il 1989 ed il 1992. Il progetto si configura oggi come un’indagine ambientale e storico-archeologica multidisciplinare, con la diretta collaborazione di molti dipartimenti dell’Ateneo patavino e veneziano per analisi geomorfologiche, paleoambientali, antropologiche, archeometriche, geofisiche, chimiche, petrografiche.

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